di Giulia Sodacci
"Leggere e capire" è un libro semplice volto a trattare dell'importanza della lettura, del libro nella scuola dell'infanzia ed elementare, dell'importanza del linguaggio, del ruolo dell'insegnante e del genitore. Enzo Catarsi, insegnante di pedagogia generale presso la Facoltà di Scienze della Formazione a Firenze, ha studiato la figura dell'educatore professionale oltre a quella dell'insegnante, ha analizzato la realtà dei servizi per l'infanzia e si è occupato di letteratura per l'infanzia, svolgendo anche ricerche a riguardo. Il libro è ritenuto, infatti, dall'autore un'eccezionale occasione per stimolare il bambino a guardare e a capire, ad interrogarsi su ciò che vede. Il compito delle scuole è quello di fornire all'individuo i mezzi linguistici adeguati per operazioni mentali. Attraverso il linguaggio, il bambino acquisisce fiducia nella propria capacità di comunicare con gli altri. È nel periodo della scuola dell'infanzia, infatti, che il bambino sviluppa nuove competenze; è necessario, però, che le educatrici abbiano una buona preparazione, che le condizioni dell'ambiente siano ottimali ed è necessaria una programmazione concordata con il gruppo docente. È necessario un continuo aggiornamento degli insegnanti, la ricerca-azione è il mezzo che consente di coinvolgere direttamente i docenti e favorisce l'aggiornamento delle loro competenze. All'interno del libro sono riportate delle esperienze e delle ricerche fatte nella scuola dell'infanzia e nella scuola elementare. È stato presentato lo stesso libro nelle diverse scuole e poi è stato svolto un lavoro per fasi: la prima fase è stata quella della comprensione del tema centrale. La comprensione è un processo dinamico di interazione tra le informazioni fornite dal testo e le conoscenze presenti nella mente del lettore. Il momento successivo è stata la programmazione dell'esperienze di ricerca, iniziata con una lettura narrativa; nell'occasione successiva è stata svolta una lettura dialogata. L'adulto in queste prime fasi ha un ruolo centrale, poiché deve favorire la creazione di una situazione interattiva, piacevole ed emotivamente comoda. Come primo momento di verifica si è chiesto ai bambini di disegnare i personaggi della storia. Da questi disegni è emerso che dalla lettura degli adulti non sono venute fuori aspetti che invece i bambini hanno colto. L'immagine, per i bambini, ha qui un ruolo fondamentale per cercare di ricordare la favola. La verifica finale è stata determinante poiché i bambini di questa età tendono a non fare domande presumendo quasi sempre di avere capito. La verifica finale individuale è stata realizzata tramite colloquio, con l'utilizzazione della tecnica del rispecchiamento verbale. Il tutto è stato documentato attraverso il diario osservativo dell'esperienza che si è rivelato utile per annotare le fasi e la verifica dell'esperienza di ricerca. Nelle varie scuole scelte è stato adottato il medesimo metodo, in alcune inoltre, è stato allestito l'angolo della biblioteca con l'obiettivo di avvicinare i bambini alla lingua scritta e sviluppare in loro, il gusto della lettura. È stato anche scelto da alcune insegnanti di fare delle attività ludiche per facilitare la comprensione della storia; quindi, questa, è stata divisa in sequenze, poi tramite un gioco è stata ricostruita. La drammatizzazione della storia è un momento di approfondimento del testo; i bambini si sono sentiti coinvolti emotivamente e creativamente.
Questa esperienza nella scuola elementare è stata interessante poiché c'è stata interdisciplinarità tra le diverse materie. Sono state coinvolte poi, le famiglie, nella visione della drammatizzazione; questo incontro è stato utile per la sensibilizzazione delle famiglie sull'importanza della lettura. Il libro, scritto con un linguaggio molto semplice, è di facile comprensione, a tratti ripetitivo. Nelle varie scuole, dove è stata svolta l'esperienza di ricerca, sono emerse le stesse difficoltà: alcuni bambini, provenienti da una situazione socio-culturale non ottima, hanno infatti mostrato più incertezza rispetto a chi aveva una situazione socio-culturale e familiare migliore. Questo mette in evidenza l'importanza che ha la famiglia nell'educare i più piccoli alla lettura.
"Leggere, poter leggere, avere il gusto di leggere è un privilegio. Chi ha il gusto di leggere non è mai solo."
di Chiara Covarelli
La voglia e il gusto di leggere, sono il futuro di una paziente costruzione, che deve coinvolgere ogni essere umano e che deve iniziare fin dai primi anni di vita; questo è quanto afferma l'autore del libro Enzo Catarsi. “Leggere, potere leggere,avere il gusto di leggere” è un privilegio. È un privilegio della nostra intelligenza, che si trova nei libri l'alimento primo dell'informazione e gli stimoli al confronto, alla critica, allo sviluppo. È privilegio di fantasia, della nostra vita pratica, perfino economica. I nuovi Ordinamenti per la scuola dell'infanzia riconoscono la grande utilità del libro, si è rilevato estremamente indicato per superare le forme di svantaggio, specialmente linguistiche. Il libro è un' occasione per stimolare il bambino a guadare e a capire, a interrogarsi su ciò che vede, in poche parole a interrogare un testo, e ad elaborare le informazioni che quel testo veicola e suggerisce. La lettura dei libri fatta dalle educatrici, ma anche dai bambini stessi è importante perché pone il problema della lingua scritta. Come è scritto nel testo dei nuovi orizzonti “ il processo di concettualizzazione della lingua scritta inizia prima dell'ingresso nella scuola elementare ed è sostenuto dall'immersione in un ambiente ricco di fonti di informazione e di immagini, capace di stimolare anche la curiosità per la lingua e i modi di scriverla ”. Il bambino all'età di sei anni ha generalmente acquisito la capacità di comunicare oralmente in una lingua o in dialetto, essendo consapevole della esistenza della lingua scritta, è motivato al suo apprendimento. L' utilizzazione del libro appare di fondamentale importanza all'interno della scuola dell'infanzia ed elementare, in quanto rappresenta un importante strumento per favorire lo sviluppo cognitivo,oltre a quello emotivo e creativo del bambino. Proprio per questo la scuola dell'infanzia ed elementare ,ed ancora l'asilo nido costituiscono contesti favorevoli per mettere i bambini in relazione con i libri, acquisendo risultati significativi per il complessivo sviluppo infantile e realizzando esperienze che possono essere d'insegnamento anche per i genitori. È così che l'esperienza tratta nel libro “Leggere e Capire”; è stata realizzata nell'ambito dell'attività dei laboratori didattici organizzati dal Comune di Pontedera. La documentazione riportata nel libro è stata fatta personalmente dalle insegnanti delle scuole; si può dire che è la parte più originale del libro e la più piacevole da leggere. Questi contributi pur non essendo attuali sono di grande aiuto per chi deve continuare a far ricerca oltre che aiutare le insegnati sia delle scuola primaria che dell'infanzia per la futura carriera. Attraverso il processo della ricerca- azione, il lavoro dell'esperienza non si è rivolto solamente al ruolo dell'alunno ma anche quello dell'insegnate e le sue problematiche della sua formazione professionale. Fin dall'inizio il coinvolgimento degli insegnanti era basto solamente sul favorire l'aggiornamento delle loro competenze, successivamente si è richiamata l'attenzione su un aspetto importante: la comprensione; quindi si è cercato di valorizzare la presenza del libro all'interno della scuola elementare e dell'infanzia. Le esperienze riportate dagli insegnati riguardano una lettura di un libro comune che verrà letto a bambini di età compresa tra i tre e sei anni. Il momento seguente alla scelta è stato la programmazione, iniziata con la lettura da parte dell'insegnate e poi seguita con la lettura dialogata attraverso l'utilizzo della proiezione delle diapositive delle immagini che illustravano la storia. Successivamente è stata compiuta la verifica (diversa con i bambini di 3 anni rispetto a quelli di prima elementare) ed infine la drammatizzazione. Questo volume è di grande aiuto, si percepisce dalla sua struttura semplice, dall'utilizzo di un linguaggio comprensibile a tutti, anche a coloro che sono al di fuori dell'argomento oppure hanno quelle piccole conosce di base e non solo. La ripetitività di alcuni concetti,che sono appunto dei cenni di diversi autori,psicologi ecc.. può essere considerata sia una nota positiva per facilitare appunto la comprensione; sia negativa cioè quella di stancare, rendere pesante la lettura a coloro che stanno leggendo. L'autore cerca di descrivere e argomentare il lavoro svolto dalle insegnanti prima di procedere con la stesura delle loro esperienze. Quindi passa dalla teoria alla pratica. Infine possiamo dire che la capacità di capire quello che si legge è garanzia della produttività della lettura che, in caso contrario, si limita ad esperienza meccanica e talvolta frustante.






